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Salone di Ginevra: il Made in Italy sotto i riflettori con Battista ed Almas

Due veri e propri gioiellini “made in Italy” (anzi, made in Turin!) che stanno spopolando in questi giorni al Salone di Ginevra. Si tratta di due hypercar da sogno che hanno fagocitato l’attenzione di tutti i partecipanti alla storica kermesse internazionale dedicata al mondo delle auto. Una vetrina internazionale che ha permesso alle due vetture di svettare sulle altre grazie alle loro uniche caratteristiche estetiche e tecniche.

La Battista, figlia del genio di Pininfarina, è una supercar elettrica con un motore da 2mila cavalli, in grado di passare da 0 a 100 km/h in meno di due secondi. Perfetta fusione di alta tecnologia e design affascinante, riesce a raggiungere una velocità massima di 400 km/h e costerà circa due milioni di euro. Un decisamente ragionevole se pensiamo alle caratteristiche della vettura  ed all’attuale contesto del mercato delle auto. Un gioiello che vedrà la luce a Cambiano, dove Pininfarina produrrà (inizialmente) 150 esemplari che saranno realizzati a mano in Italia e ripartiti equamente tra le regioni del Nord America, Europa e Medio Oriente. La casa fornirà agli acquirenti un servizio clienti d’eccezione attraverso alcuni dei migliori specialisti della vendita al dettaglio di auto di lusso al mondo, da Los Angeles a Londra a Tokyo. I clienti avranno inoltre la possibilità di personalizzare ogni singolo dettaglio della vettura. Attesa nel 2020, anno che coincide con il 90° anniversario della leggendaria casa di design Pininfarina, la Battista, che utilizza questo nome per omaggiare il fondatore del marchio, grazie ai quattro motori elettrici realizzati dall’azienda croata Rimac, può contare sull’incredibile potenza di 1.900 CV e 2.300 Nm di coppia in grado di spingerla da 0 a 300 km/h in soli 12 secondi. La vettura disporrà di una batteria a forma di T che si estende dal tunnel centrale alla parte posteriore (per distribuire meglio il peso) della capacità 120 kWh, con sistema di raffreddamento a liquido.

La Almas, realizzata da Umberto Palermo, è la seconda vettura di “Mole costruzione artigianale“. Una vettura che richiama il fascino del granturismo e l’inconfondibile, amatissimo, stile italiano. Alto profilo tecnologico grazie alla carrozzeria in carbonio ed a diversi particolari, tra i quali spiccano un doppiopetto trazionale e parafanghi galleggianti (simili a quelli della Ferrari Testarossa). Il supporto industriale proviene dall’italianissimo Adler Group: una sinergia che si è rivelata assolutamente vincente. La Mole Almas è lunga 4.730 mm, alta 1.218 mm, larga 1.980 mm e presenta un passo di 2.600 mm.. Lo stile, in chiave moderna, richiama le auto classiche in voga negli anni ’60 e Anni ’70. La griglia del cofano, oltre a nascondere il motore alla vista, ha una funzione aerodinamica, con al centro il simbolo della Mole Antonelliana. Non si conoscono ancora i dettagli della motorizzazione ma, in piccola serie, dovrebbe essere prodotta anche ad idrogeno. La sportiva sarà prodotta in piccola serie con motore termico (come intuibile dai grandi terminali di scarico), ma è già predisposta per accogliere un powertrain a idrogeno.

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